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Il Viaggio - The Journey

  • Uscita:
  • Durata: 94min.
  • Regia: Nick Hamm
  • Cast: Timothy Spall, Colm Meaney, Toby Stephens, Freddie Highmore, John Hurt, Catherine McCormack, Freddie Highmore, Toby Stephens, John Hurt, Catherine McCormack, Ian McElhinney, Mark Lambert, Barry Ward, Ian Beattie, Barry Ward, Ian Beattie, Kristy Robinson, Ian McElhinney, Daniel Portman, Lucy Cray Miller, Lorna Quinn, Richard Doubleday, Patrick Joseph Byrne, Virginie Le Brun, Kristy Robinson
  • Prodotto nel: 2016 da NICK HAMM, MARK HUFFAM, PIERS TEMPEST PER GREENROOM ENTERTAINMENT, TEMPO PRODUCTIONS, IN ASSOCIAZIONE CON LIPSYNC PRODUCTIONS, GOREAN FILMS, NORTHERN IRELAND SCREEN
  • Distribuito da: OFFICINE UBU (2017)

Film non più disponibile nelle sale

TRAMA

Dopo 40 anni di conflitti in Irlanda del Nord, i partiti politici britannici e irlandesi si incontrano a St. Andrews, in Scozia, per cercare di stabilire un accordo definitivo di pace. Il successo dei colloqui dipende dal focoso leader del Partito Democratico lealista Ian Paisley e l'ex comandante dell'IRA Martin McGuinness. Per una serie di circostanze i due nemici giurati, che dovranno accettare di condividere il potere, si trovano costretti a fare un breve viaggio insieme, nella stessa macchina. Durante il percorso, all'iniziale diffidenza e scambio di battute amare, seguirà una conversazione che farà emergere spiragli nelle rispettive armature. I due leader politici scopriranno così di non essere tanto dissimili dando vita a un'amicizia che cambierà il corso della Storia.

Dalla critica

  • Cinematografo

    La storia di due rivali politici che strinsero un’inaspettata alleanza, destinata a cambiare il corso degli eventi: il film racconta il tentativo di far siglare un accordo a cattolici e protestanti nell’Irlanda del Nord, mettendo fine a un conflitto durato quarant’anni. La narrazione si apre a St. Andrews, in Scozia, dove britannici e irlandesi hanno riunito i partiti politici dell’Irlanda del Nord per discutere un patto storico: dopo i giorni bui dei Troubles, la pace sembra possibile. L’unico ostacolo è convincere il fervente predicatore protestante Ian Paisley e il repubblicano irlandese Martin McGuinness (scomparso recentemente) ad accettare la proposta. I due – acerrimi nemici – sono costretti a fare insieme un breve viaggio, durante il quale dovranno mettere da parte il loro passato e le loro ideologie in favore della pace. La pellicola prova a ricostruire fittiziamente le conversazioni tra i due. Più che un film storico/biografico, The Journey è un lungometraggio che lavora sulla forza della parola, sulla retorica sempre al centro della discussione tra i due politici, seduti uno accanto all’altro sul sedile di un’automobile. È una pellicola quasi teatrale, a tratti eccessivamente statica, che indubbiamente romanza un po’ troppo le modalità con cui si è arrivati a una decisione tanto fondamentale. Soprattutto nelle prime battute il film fatica molto a carburare, prima di riuscire ad accelerare e anche a far sorridere in diversi passaggi. Lo si potrebbe definire un road movie da camera, spesso godibile ma vittima di diverse cadute di ritmo e di alcuni passaggi scritti piuttosto grossolanamente. Il regista Nick Hamm non riesce ad approfondire con incisività la sua riflessione e si limita a una messinscena onesta ma ben poco coraggiosa. Un grande plauso, invece, lo meritano i due attori protagonisti – Timothy Spall (Paisley) e Colm Meaney (McGuinness) – brillanti e intensi al punto giusto. Presentato fuori concorso all’ultima Mostra di Venezia, il film verrà ricordato anche per una delle ultime apparizioni del compianto John Hurt sul grande schermo.

  • Corriere della Sera

    Mentre ciascuno rivendica i morti per la sua causa il viaggio si fa emblematico, l'abilità di chiudere il senso di un'epoca nel dialogo tra anziani è notevole. Il regista di Belfast Nick Hamm usa due prodigiosi volti di Ken Loach, Colm Meaney e Timothy Spall mentre John Hurt fa l'ultima apparizione. E stavolta attenzione all'autista, non al maggiordomo.

  • La Repubblica

    Quanto la dinamica raccontata nel film di Nick Hamm 'Il viaggio - The Journey' corrisponda a come le cose sono effettivamente andate in quel giorno di ottobre del 2006 a St. Andrews, Scozia, o quanto invece la libertà narrativa si sia presa la sua parte non lo sappiamo. Ma di certo, fermo restando uno sfondo solidamente documentato e con nomi e cognomi, l'ipotesi è suggestiva e potente. (...) Abbracciando la lezione della commedia cinematografica italiana nell'adottare lo strumento del sorriso, della sdrammatizzazione, dell'ironia e della valorizzazione della debolezza umana per trattare cose gravi e serissime, il film si poggia su attori sublimi.

  • La Stampa

    Pur non assurgendo al livello di un Peter Morgan - il fantastico sceneggiatore di 'The Queen' e 'Frost/Nixon' - l'irlandese Coleman Bateman penetra nel dietro le quinte della scena politica del suo paese con un abile copione di impianto teatrale a dispetto del fatto che 'The Journey' ha un apparente andamento da road movie. Un tragitto in auto di poco più un'ora nelle strade di una Scozia battuta da una pioggia torrenziale, durante il quale Martin McGuiness, leader del Sein Finn e (occultamente) dell'Ira, e il reverendo protestante Ian Paisley, fondatore del partito Unionista e suo acerrimo avversario, si risolsero a deporre metaforicamente, e non solo, le armi. (...) II regista Nick Hamm li segue con professionale discrezione confidando nella bravura anche mimetica dei suoi interpreti: Colm Meaney, un irruento McGuiness, e Timothy Spall, uno scorbutico Paisley.

  • Nazione-Carlino-Giorno

    Match di mattatori, Spall il Palma d'oro 'Turner', Meany icona di Frears e 'Star Trek' si adattano a tocchi di commedia impropri e digressioni inverosimili (la sosta nel bosco), e tuttavia toccano tragedia e vanità del sangue versato.

  • Il Manifesto

    (...) il racconto politico cede il passo alle vicende di singoli individui. E il mondo dentro una macchina scompare al cospetto di stati emotivi e sentimenti personali.

  • Avvenire

    NickHamm ricostruisce l'ipotetica trattativa privata tra i due acerrimi nemici divenuti poi Primo Ministro e vice Primo Ministro e invita al confronto e al compromesso un mondo che accecato da aggressività, razzismi e pregiudizi ha smesso di dialogare per imbracciare le anni. Una commedia per ricordare quanti sforzi richieda la pace, bene fragile e prezioso oggi minacciato da nuovi atroci conflitti.

  • Il Giornale

    Attori eccellenti, ma ignoti al grosso pubblico e un argomento che non fa presa. Peccato, perché questa commedia inglese è un gioiello.

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